Teatro e musica ai Giardini Hanbury di Ventimiglia da luglio a settembre 2017

Questa estate la cultura fa tendenza. A 150 anni dalla creazione di quell’angolo di paradiso costituito dai Giardini Botanici Hanbury di Ventimiglia, a pochi chilometri da Sanremo e al confine con la Costa Azzurra, il parco si trasforma in un palco per teatro e musica. Non si tratta di un gioco di parole, bensì di inserire nei festeggiamenti per il secolo e mezzo dalla loro fondazione la rassegna di teatro in movimento e concerti dal titolo “HanburycheSPETTACOLO2017!”, curata da Liber Theatrum in partnership con l’Università di Genova. L’obiettivo, che appare chiaramente, è duplice: far scoprire o riscoprire gli splendidi Giardini e offrire eventi di qualità a turisti e cittadini. Ben dieci appuntamenti a partire da sabato 15 luglio alle 21:30 con lo spettacolo teatrale itinerante “H.B.H. Hanbury Book Hospital – Curarsi con i libri”: da non perdere perché la suggestiva cornice degli Hanbury con tanta ironia sarà tramutata in un… reparto ospedaliero! Gli incontri potranno essere anche infrasettimanali, per esempio giovedì 20 dalle 19:30 si terrà il cocktail dinner in musica “L’Hanbury agli HANBURY”: il catering sarà allestito dal ristorante Hanbury di Ventimiglia, che soffierà sulle 15 candeline di attività, e il sottofondo jazz sarà realizzato live da Alberto Micciché Trio. La serata clou del mese di luglio si preannuncia quella di venerdì 28 con l’incontro d’autore, a ingresso libero alle 21:30, con l’ex pilota di MotoGP Loris Capirossi, raccontato da Simone Sarasso nella biografia del campione “65 la mia vita senza paura”. Sabato 29 protagonista sarà la milonga, prima alle 20 con il concerto e aperitivo e più tardi alle 21:30 con “Milonga al chiar di luna” di Liber Theatrum ed El Gato Tanguero. Agosto si aprirà venerdì 4 alle 21:30 con il concerto “Relatrio” con la voce di Eleonora Amerio, Roby Blasi alla chitarra e Luca Valenti al basso elettrico. Seguiranno altri tre eventi a carattere musicale con gruppi locali: sabato 12 alle 21:30 “Taità” con Ruslan Pashynskyi (sassofoni, clarinetto, flauti etnici, piano), Antonino Russo (chitarra), Gianluca Ferrero (batteria), Gabriele Murtas (percussioni) e Alberto Micciché (basso); domenica 20 alle 21:15 “Jazz 5et fusion” con Martino Biancheri (tromba), Maurizio Ditozzi (sax tenore), Lorenzo Herrnhut-Girola (chitarra), Luca Valenti (basso elettrico) e Andrea Marchesini (batteria); e giovedì 24 alle 21:15 “Neragiostra” con Stefano Albis (chitarra e voce), Roberto ‘Nirav’ Tonello (basso e voce), Daniele Marini (tromba), Leonardo Pallanca (sax), Alessio Benedetto (batteria) e Riccardo Sasso (pianoforte e fisarmonica). Domenica 27 alle 21:15 tornerà il teatro con Alessandro Bergallo in “Bis” e il gran finale si svolgerà sabato 16 settembre alle 21 con lo spettacolo teatrale itinerante “Tutta colpa di Troia”, che verrà messo in scena da Liber Theatrum e Gli Spiazzati. E adesso un po’ di storia. Nel 1867 Sir Thomas Hanbury, ricchissimo uomo d’affari britannico in Cina e filantropo, acquistò l’incantevole sito della famiglia Orengo di Roccasterone nella frazione della Mortola, avviò lo straordinario lavoro di recupero della villa e del verde e vi si stabilì definitivamente nel 1871. Suo fratello Daniel, botanico, si occupò in particolare dei 18 ettari dei Giardini insieme all’architetto tedesco del paesaggio Ludwig Winter. Da tale proficua collaborazione nacque una delle maggiori attrazioni della Riviera di Ponente, tuttora visitabile, già aperta al pubblico nel 1871: il giorno di accoglienza era il giovedì e i proventi venivano destinati a opere di carità. Una curiosità: le prime piante importate per l’acclimatazione dai fratelli Hanbury furono le rose del giardino paterno a Londra. Sin dai primi anni le collezioni di piante europee, americane, sudafricane e australiane attirarono l’attenzione del mondo scientifico internazionale, poiché non si consideravano solamente dal punto di vista vivaistico, bensì erano oggetto di ricerche farmacologiche e venivano studiate per la loro rilevanza economica. Sir Thomas morì nel 1907 e durante la grande guerra il parco conobbe un periodo di abbandono e degrado. Subito dopo fu il primogenito Cecil Hanbury a rimettere mano alla tenuta con passione, competenza e l’aiuto della famiglia della moglie Dorothy. Da quel momento si iniziò a dare più spazio all’aspetto paesaggistico, realizzando scorci panoramici, ulteriori viali e fontane, come imponeva il nuovo gusto proveniente dalla vicina Francia. Nella seconda guerra mondiale i Giardini, occupati dalle truppe italiane e tedesche, subirono gravissimi danni. Ma lady Dorothy, vedova di Cecil, non si diede per vinta finché non riuscì a venderli allo Stato Italiano nel 1960: in questo modo l’area divenne pubblica, mantenuta e tutelata e con essa l’immenso valore scientifico, storico, culturale e turistico che gli Hanbury ancora oggi rappresentano. Il parco botanico fa parte dei Grandi Giardini Italiani, il network d’eccellenza che riunisce i più bei giardini visitabili del nostro Paese. Non solo, l’Area Protetta Regionale Giardini Botanici Hanbury partecipa al progetto Alpi del Mare per la candidatura all’inserimento nella lista Unesco dei Patrimoni dell’Umanità.

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